Dimenticate gli zombie lenti e barcollanti di George Romero. Nel 1980, il regista Umberto Lenzi portò sullo schermo qualcosa di mai visto prima: i "contaminati".
Questo film non è solo un pilastro del cinema exploitation italiano, ma è considerato da molti (incluso Quentin Tarantino, che ne è un fan sfegatato) il vero precursore degli zombie moderni e veloci.
🧬 La Trama: Una piaga nucleare
Tutto inizia in un aeroporto, dove un aereo militare non identificato atterra senza autorizzazione. Quando il portellone si apre, non scendono soldati, ma un'orda di esseri deformati dalle radiazioni, dotati di una furia sovrumana e... armati.
Sì, perché i contaminati di Lenzi non solo corrono, ma sanno usare coltelli, asce e armi da fuoco. La città viene rapidamente travolta dal caos, e il giornalista Miller (Hugo Stiglitz) cerca disperatamente di salvare sua moglie e fuggire dall'apocalisse.
🛠️ Perché è un film di culto?
Velocità e violenza: Mentre nel resto del mondo i morti viventi erano creature letargiche, Lenzi creò mostri dinamici e inarrestabili. Un'idea ripresa decenni dopo da film come 28 giorni dopo.
Effetti speciali "artigianali": Il trucco di Giuseppe Ferranti, pur con budget limitati, crea maschere crostose e inquietanti che sono diventate iconiche.
Critica sociale: Sotto la superficie di sangue e azione, il film nasconde una critica feroce all'energia nucleare e alla gestione militare delle emergenze.
Il finale: Senza fare spoiler, il finale è uno dei più cinici e circolari della storia dell'horror italiano.
🔎 Pillole di Cinema
Il titolo internazionale: All'estero è conosciuto come City of the Walking Dead. Nonostante le critiche iniziali per la sua crudezza, oggi è studiato nelle università di cinema come esempio di ritmo e montaggio frenetico.

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